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"Così ho preparato la fuga di mia figlia"


giovedì 3 dicembre 2009
La risposta alla lettera di Celli di Enrico Cisnetto
Della scelta di “Casa Celli” condivido in pieno tanto il merito quanto lo spirito con cui è stata resa pubblica. E trovo non solo ingenerose le accuse di snobismo e di “tradimento nazionale” che sono state rivolte a Pier Luigi Celli in quanto Direttore Generale della Luiss.
La mia condivisione deriva da una scelta che ho già fatto come padre: quello di rendere mia figlia Valentina “cittadina del mondo”. Il che ha significato iscriverla fino dalle elementari alla scuola pubblica tedesca (a Milano) e poi, dopo la maturità, condividere la sua volontà di frequentare la Università Humbold di Berlino, dove si è da poco laureata in Biofisica. Io e mia moglie abbiamo volentieri sopportato il disagio della separazione, nella consapevolezza che il futuro di Valentina era più importante di qualunque altra cosa.
Come Celli ho detto a mia figlia “vai e non tornare indietro”. Mi è costato, dirlo. Mi è costato moltissimo, perché da ragazzo ho imparato da un padre della Patria come Ugo La Malfa ad amare l’Italia e ho cercato di portare un contributo a questo benedetto Paese. Ma non chiedetemi di mettere in gioco l’avvenire di mia figlia. È l’unico sacrificio che non sono disposto a fare per il mio Paese.

Pubblicato da Repubblica 3 dicembre 2009
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